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Nato a Crotone il 26.05.1965,
sposato con tre figli.
Laureato in legge, abilitato all’esercizio della professione forense,
nel 1994 ha vinto il concorso per funzionari di polizia.
Dopo aver frequentato il relativo corso di formazione presso l’Istituto
Superiore di Polizia in Roma è stato assegnato in prima nomina, con il
grado di Vice Commissario, presso il Commissariato di P.S. di Vibo
Valentia, divenuto subito dopo Questura, dove ha diretto per tre anni
l’ufficio Misure di Prevenzione, operando numerosi sequestri
patrimoniali a carico delle consorterie criminali dei MANCUSO, dei
FIAMINGO, dei LA ROSA.
Successivamente nel 1997 è stato chiamato a dirigere il commissariato di
P.S. di Palmi (RC), dove ha ottenuto importanti risultati nella lotta al
crimine organizzato di quella cittadina. Degne di nota le operazione
“TRODIO” e “PUZZLE” che hanno prodotto complessivamente 45 arresti a
carico di malavitosi locali particolarmente attivi nel traffico della
cocaina e dell’eroina.
Nell’agosto 2000 è stato nuovamente trasferito presso la Questura di
Vibo Valentia con l’ importante incarico di dirigere la Squadra Mobile.
In tale sede di servizio, (oltre a numerose operazioni contro il
“traffico di stupefacenti, gli omicidi, le rapine, le truffe
informatiche, le vendite di neonati” etc.), si è distinto per aver
ideato e diretto nel corso degli anni numerosissime attività d’indagine
che hanno inferto colpi mortali alle più potenti cosche della n’drangheta
della provincia di Vibo Valentia, aprendo in
tal modo uno squarcio profondo in quelle cosche temutissime che mai
prima erano state colpite così duramente.
Tra le più rilevanti si segnalano: - operazione “DINASTY” che
nell’ottobre del 2003, ha scompaginato tutta la nomenclatura di quella
che la Commissione Parlamentare Antimafia ha definito la più potente
cosca europea della n’drangheta calabrese, quella dei MANCUSO di Limbadi
che ha portato alla sbarra in totale 62 persone, tra i quali tutti i
boss delle varie articolazioni;
- operazione “BRECCIA e BRECCIA 2” che hanno svelato una penetrante
attività estorsiva perpetrata in danno di due facoltosi
imprenditori da parte di uno degli esponenti di spicco del clan MANCUSO
e di suoi fedelissimi accoliti, il tutto aggravato dalle
modalità mafiose così come configurato dall’art. 7 della legge antimafia
n.203/91;
- operazione “ODISSEA” che nel settembre 2006 ha inferto un duro colpo
alla potente cosca LA ROSA di Tropea e ad altri esponenti della famiglia
MANCUSO, e con la quale sono state arrestate complessivamente 43 persone
tra i quali capi e gregari di altre cosce mafiose attive in Briatico,
Monte Poro e Vibo Valentia i quali avevano completamente soggiogato
alcune delle più importanti attività ricettive-turistiche presenti lungo
la costa degli dei;
- operazione “DINASTY 2 DO UT DES” che nel novembre 2006 ha svelato un
penetrante sistema corruttivo ordito da un noto Magistrato del Tribunale
di Vibo Valentia e nella quale sono stati coinvolti anche noti politici,
esponenti della classe forense, imprenditoriale, e numerosi altri
professionisti. Con tale operazione è stata anche accertata un’attività
truffaldina posta in essere dal citato Magistrato e dai suoi complici,
nei confronti della Regione Calabria, al fine di realizzare con
finanziamenti regionali un complesso turistico. In tale vicenda è emerso
anche l’inserimento del famigerato boss MANCUSO Antonio cl.38, che
avrebbe attuato un’attività estorsiva nei confronti del Giudice e dei
suoi soci proprio in relazione alla costruzione di tale struttura
turistica;
- operazione “NEW SUNRISE – NUOVA ALBA che il 6 febbraio 2007, ha
inferto un colpo mortale alla potente cosca LO BIANCO – BARBA attiva nel
capoluogo cittadino di Vibo Valentia, che ha permesso di arrestare
complessivamente 23 soggetti tra capi, affiliati e gregari al clan i
quali avevano predisposto una capillare attività estorsiva con cui
avevano soggiogato buona parte dell’attività d’impresa e commerciale
della città e che per realizzare i propositi criminali, attuavano una
pressante strategia del terrore fatta di attentati incendiari e
dinamitardi.
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