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Volevano uccidere Rosario Crocetta
a lui la solidarietà ,la stima e l'affetto di Riferimenti.
ANSA) - GELA (CALTANISSETTA), 24 APR - L'inchiesta che stamani ha portato all'arresto di due persone per associazione mafiosa, fa emergere che il gruppo mafioso degli Emmanuello stava preparando un attentato per uccidere il sindaco di Gela, Rosario Crocetta e alcuni imprenditori.
I boss volevano uccidere gli imprenditori gelesi che negli ultimi anni hanno collaborato con le forze dell'ordine e la magistratura nella lotta al racket delle estorsioni, e contro Rosario Crocetta per la sua attivita' di sindaco antimafia.
Gli inquirenti sostengono che il pericolo di attentati sarebbe stati attuale ed imminente. Per questo motivo la
procura distrettuale antimafia ha chiesto con estrema urgenza il provvedimento cautelare al gip.
Il progetto di uccidere Crocetta si inquadra anche nelle campagne di stampa e le iniziative amministrativeprese dal sindaco per riaffermare la legalita' a Gela.riaffermare la legalita' a Gela.
Palermo, 24 apr. - (Adnkronos) - "Oggi nella societa' civile siciliana ci sono forti segnali di cambiamento.
E' la politica invece a dimostrasi inadeguata nella lotta a Cosa nostra e questo spiega perche' dall'Unita' d'Italia ad oggi si combatte ancora contro la mafia senza riuscire a sconfiggerla". A dirlo all'ADNKRONOS e' Rosario Crocetta, il sindaco di Gela (Caltanissetta), nel mirino del clan Emmanuello, che stava preparando un attentato per ucciderlo. Il piano di morte, che sarebbe stato imminente, e' stato scoperto dagli
investigatori, che hanno arrestato oggi a Gela due persone per associazione mafiosa nell'ambito dell'operazione 'Gheppio'.
"Da sei anni vivo blindato - racconta Crocetta - le condanne a morte della mafia nei miei confronti non sono una novita' per me e oggi io, paradossalmente, non ho piu' paura, ma rabbia. Rabbia perche' all'estero ancora sopravvive lo stereotipo della nostra Isola come terra di mafia. In quattro anni a Gela abbiamo fatto arrestare 852 mafiosi, gli impreditori che denunciano sono un centinaio. Io non ho mai fatto l'antimafia delle celebrazioni - puntualizza il primo cittadino -, ma quella concreta, fatta di atti e denunce. Ai mafiosi
dico che tutti questi loro piani aumentano la mia determinazione ad andare avanti".
"Solo mi chiedo - prosegue il sindaco - che cosa stia facendo la politica. Se ci fosse stato piu' impegno, piu' determinazione nella lotta oggi non staremmo qui a discutere di mafia. Invece da parte della politica c'e' stata a volte disattenzione, a volte disimpegno quando non complicita'". Per andare avanti ci vuole coraggio? "Il coraggio - replica Crocetta - non e' un fatto eroico, ci si educa al coraggio, e' un fatto di civilta'. Io vivo blindato, da sei anni ho rinunciato alla mia famiglia, agli amici, persino ad affacciarmi al balcone o ad andare al mare, ma non mollo. Perche' - conclude – sento la solidarieta' della gente e perche' ho fede, una fede certa, forte, incrollabile, una religiosita' che non e' bigotteria. Queste due cose mi hanno sostenuto nella mia battaglia e mi faranno andare avanti fino in fondo".
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