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'Ndrangheta, rapporto dei servizi segreti tedeschi del 2006
“La 'Ndrangheta ha fatto della Germania il territorio di transito preferito per il traffico di droga e armi, ma anche il luogo privilegiato per il riciclaggio dei suoi profitti illegali, con forti investimenti nei settori alberghiero, immobiliare e in gruppi energetici quotati in Borsa.” Queste sono le frasi scritte nero su bianco di un rapporto dei servizi segreti tedeschi del 2006. Nel ampio dossier gli 007 tedeschi Bundesnachrichtendienst (BND) esponenti delle cosche di ‘Ndrangheta sarebbero riusciti a procurarsi anche una certa influenza politica, fino ad arrivare in parlamento e nell'amministrazione pubblica. Non ci sarebbe da meravigliarsi dunque che se la ‘Ndrangheta riesce ad essere così influente e a penetrare la rigida classe politica tedesca non possa aver favorito l’elezione di un politico nazionale italiano. Con un giro d’affari annuo stimato intorno ai 44 miliardi di euro, la ’ndrangheta non è solo la più ricca organizzazione mafiosa italiana, ma anche la più duttile e la più sommersa. Ma l’allarme lanciato dal BND, arriva un po’ in ritardo rispetto ad una presenza delle cosche della ‘ndrangheta ormai consolidata da decenni in Germania. Già neL 1989 furono arrestati degli affiliati alla “Onorata società“ calabrese che insieme ad esponenti di Cosa Nostra, i Ferrara e i Santapaola di Catania, gestivano la contraffazione di marchi tedeschi.

Franco Pugliese e Nicola Di Girolamo
evidenziano anche una crescente presenza della 'Ndrangheta nel mondo della finanza internazionale. Sotto indagine sono delle operazione avvenute alla Borsa di Francoforte che riguardano l’acquisto di sostanziosi pacchetti azionari, in particolare azioni di Gazprom, il colosso del gas naturale in Russia, di cui anche il gruppo tedesco E.ON-Ruhrgas, ha una partecipazione. Proprio Gazprom, E.ON-Ruhrgas insieme alla Siemens partecipano al consorzio per la costruzione di un metanodotto sotto il Mare del Nord, il «North Sea Pipeline», di cui è presidente l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Sempre secondo i segugi teutonici del
La criminalità organizzata italiana è presente in Germania dagli anni sessanta in seguito ai flussi migratori di quegli anni. Insieme a tanti calabresi per bene che venivano a cercare lavoro per aiutare le famiglie c’erano anche tanti boss e picciotti che pensavano a come arricchire la loro famiglia mafiosa. Le roccaforti della ‘Ndrangheta sono in Nord Reno-Westfalia, Assia, Baviera e Baden-Württenberg. Dopo il crollo del muro di Berlino la mafia ha cominciato a fare affari anche nell’ex Germania est. Secondo gli ultimi dati del Bundeskriminalamt (la polizia federale tedesca, Bka), oggi nella Repubblica Federale ci sono 229 clan e 900 persone legate alla ’ndrangheta.
L’operazione “Broker” del ROS dei carabinieri guidati dal generale Giampaolo Ganzer e della Guardia di Finanza ha messo in luce l’influenza della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, paesino affacciato sul Mar Jonio in provincia di Crotone. Secondo il coordinatore della Dda romana, Giancarlo Capaldo, “ci sarebbero le prove per dimostrare come attraverso la cosca Arena, da anni presente a Stoccarda, ci sia stato un condizionamenti del voto facendo eleggere Nicola Di Girolamo al Senato tra le fila del PdL” . Il sostituto procuratore di Catanzaro, Salvatore Curcio, il cui ufficio di Dda ha competenza su Crotone, descrive la cosca Arena come “una delle famiglie storiche della ‘Ndrangheta” e quindi non si sorprende che la loro influenza sia così estesa anche se sottolinea che: “Noi sapevamo che c'erano rapporti con l'estero e in particolare con la Germania, ma non avevamo altri episodi diretti che invece sono stati riscontrati dalla indagine della procura di Roma”.
Ma i veri pionieri delle cosche a Stoccarda sarebbero le famiglie dei Farao-Marincola di Cirò Marina le cui attività illecita in territorio tedesco vengono svelate da un ex affiliato, Heiko Kschinna. Kschinna benché tedesco, è stato a lungo parte integrante della cosca. Il collaboratore di giustizia oltre a confermare il ruolo leader di Giuseppe Farao e quello di elementi di spessore della cosca come Cataldo Marincola e Giuseppe Sorrentino descrive l’escalation criminale di Cataldo Crisafi che assume la guida del gruppo cirotano in Germania. Lo Kschinna fornisce uno spaccato sull’ operatività del sodalizio criminale dei Farao-Marincola in Germania, con particolare riferimento al traffico degli stupefacenti ed alla attività estorsiva. Ma questi dati erano già noti negli anni ’90. È infatti del 1995 l’operazione “Galassia” dei carabinieri del ROS a cui poi fece seguito lo storico processo, istruito dalla Dda di Catanzaro e coordinato da uno dei magistrati Antimafia che ha fatto la storia del contrasto alla ‘ndrangheta, Salvatore Curcio.
Ma fin dagli anni ’80 si registra la presenza in Germania del boss Antonio Di Cicco, capo storico del locale di Sibari ora diventato, dopo una cruenta faide interna, il locale di Corigliano e in seguito gestito dal clan Carelli. Uno dei primi pentiti di ‘ndrangheta è infatti Giorgio Basile, killer dei Carelli, che ha svolto la sua attività criminale per la maggior parte in Germania dove si era trasferita la sua famiglia quando Basile aveva appena un anno. Basile, detto “faccia d' angelo” prende parte all' assalto con bombe ed esplosivi al carcere di Wuppertal con il quale viene fatto evadere Arcangelo Maglio, mafioso di Corigliano. La sua ascesa nella ‘Ndrangheta è rapidissima. Diventa il gestore dello spaccio di hashish e cocaina tra Bochum e Münster. La polizia tedesca lo espelle nel 1991. Basile si mette a disposizione dell' emergente Santo Carelli e lo aiuta costruire una rete per il traffico di cocaina tra Germania e Italia. I Carelli hanno base in quasi ogni importante città tedesca: Berlino, Francoforte e Monaco. Basile, noto anche come“il tedesco”, viene arrestato nel 1998 alla stazione di Kempten dalla polizia tedesca. Dopo un anno decide di collaborare con la giustizia. Verrà interrogato più volte dal pm Curcio, che grazie alle sue dichiarazioni riesce a smantellare la cosca dei Carelli sia in Germania che in Italia con 250 arresti in 5 anni.
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