Stragi di mafia 92 / 93

Il presunto boss di mafia Francesco Tagliavia, già in carcere, è stato raggiunto oggi da una nuova ordinaria di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Firenze sulla stragi di mafia del 1993- 94 a Firenze, Roma e Milano. Lo ha reso noto oggi la Direzione Investigativa Antimafia fiorentina.

A notificare il mandato a Tagliavia - 56 anni, indagato per strage, devastazione, detenzione di un ingente quantitativo di esplosivo - sono stati gli agenti della Dia, mentre le forze dell'ordine compivano diverse perquisizioni a Palermo, L'Aquila, Padova e Parma.

A indicare il presunto boss di Brancaccio come uno degli esecutori della stagione di attentati che colpì l'Italia del dopo- Tangentopoli è stato il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, ha spiegato oggi il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi, incontrando i giornalisti.

"Spatuzza ha riferito circostanze che hanno trovato puntuali riscontri che vedevano il Tagliavia organicamente inserito in Cosa nostra, capace di mobilitare forze operative, in particolare il cosiddetto gruppo degli 'esplosivisti', che da lui dipendevano e che Tagliavia ha guidato nella fase di preparazione ed esecuzione della strage dei Georgofili", ha detto il procuratore, rigerendosi all'attentato avvenuto a Firenze nel maggio del 1993.

TERRORISMO DI MAFIA

Secondo la Dia il presunto boss "in concorso con altre persone, tra le quali i noti Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Filippo Graviano, Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Bernardo Provenzano, Salvatore Riina, Vittorio Tutino, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso attuato per finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine costituzionale, nonché per agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso "cosa nostra", contribuiva alla realizzazione degli attentati commessi: in Roma - via Fauro (14.5.1993), Firenze - via dei Georgofili (27.5.1993), Milano - via Palestro (27.7.1993), Roma - San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro (28.7.1993), Roma - Stadio Olimpico (23.1.1994) e Formello (14.4.1994)".

"In particolare - dice la Dia in una nota - all'indagato è stato contestato di essersi attivato, in ragione anche della sua collocazione al vertice della famiglia di Corso dei Mille, appartenente al mandamento di Brancaccio, nella organizzazione dei fatti di strage e nella gestione della fase attuativa dei delitti, mettendo a disposizione alcuni esecutori e finanziandone le relative trasferte".

L'indagine, archiviata nel 1998, è stata riaperta grazie alle dichiarazioni del pentito Spatuzza, finito al centro delle polemiche nei mesi scorsi per le sue affermazioni a verbale con cui ha indicato il coinvolgimento, fra gli altri, del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - che ha respinto fermamente le sue accuse e che non è indagato a Firenze - e del parlamentare del Pdl Marcello Dell'Utri, secondo quanto affermato dal procuratore capo toscano nel novembre 2009.

Tutto il mondo sa che Firenze dopo serie verifiche ha ritenuto Spatuzza perfettamente attendibile. Non ci siamo innamorati di una tesi o di una persona", ha detto il procuratore Quattrocchi.

"L'attendibilità del collaboratore si riferisce a singoli fatti, episodi, persone, posizioni. A Spatuzza, a maggior ragione, oggi in forza del provvedimento di un giudice, si deve riconoscere un ruolo determinante nella capacità di collaborare con la giustizia". A chi chiedeva se Spatuzza possa essere considerato attendibile anche quando parla di Berlusconi e Dell'Utri, Giuseppe Quattrocchi ha risposto, pur sottolineando che l'argomento in questione era soltanto l'arresto di Tagliavia: "noi lo consideriamo attendibile, se così non fosse stato non avremmo avviato di nostra iniziativa, cui poi si sono associate la procura di Caltanissetta e poi, sottolineo poi, quella di Palermo, la procedura per la richiesta del programma provvisorio di protezione".

 

 

 

 

 

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