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Arriva quello della 'Gerbera Gialla 2006' per non dimenticare gli ultimi anni della nostra
Storia Mafia, un calendario per combatterla Il monito del Procuratore Antimafia, Grasso: ''Rapporto con politica sempre vitale''

Roma, 16 dic. (Ign) - Il padre del pool antimafia, Antonino Caponnetto per gennaio. La lunga lista dei magistrati lasciati ‘’soli contro i nuovi briganti’’ e uccisi dalla Mafia, per febbraio. Il giudice Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ma anche le stragi impunite, i ‘’piccoli grandi uomini, annientati solo per aver fatto il loro dovere di cittadini’’, gli uomini delle scorte che ‘’hanno speso la loro vita per pochi soldi al mese’’. Alle loro facce e alle loro parole è dedicato il ‘Calendario
della Gerbera Gialla 2006’, ideato dal coordinamento nazionale Antimafia ‘Riferimenti’ e che sarà distribuito in tutte le scuole d’Italia. ‘’Episodi della nostra storia recente che non sono riportati nei libri di storia ma necessari per la formazione di una coscienza critica’’, ha detto Adriana Musella, presidente dell’Associazione e figlia dell’imprenditore Gennaro Musella vittima della ‘ndrangheta nel 1982, che ha presentato il non patinato ‘Calendario’ al liceo Tasso di Roma. Una grande margherita dallo stelo robusto, la gerbera gialla è un fiore simbolo della lotta alla Mafia. ‘’Un fiore eletto a bandiera nel 1992 - racconta la Musella - dieci anni dopo quel 3 maggio ’82 quando, a Reggio Calabria, l’ingegnere Gennaro Musella venne disintegrato con la sua auto. Per ricordare quella morte, che non ebbe giustizia visto che la magistratura chiuse le indagini contro ignoti, per la prima volta scesero in piazza 10 mila ragazzi. In una Calabria senza voce, in cui si diceva che la mafia non esisteva. In quel momento nacque la ‘Gerbera gialla’ - continua la presidente di ‘Riferimenti’ - un fiore per non dimenticare che recentemente abbiamo rivisto stretto tra le mani dei
ragazzi di Locri’’. All’incontro era presente anche il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso. Davanti ad una platea di studenti romani, il magistrato si è detto ‘’felice per l’occasione di stare in mezzo ai giovani’’. ‘’Un’esperienza qualificante per la vostra voglia di un futuro migliore, di reagire alle prepotenze, ai ricatti, di non accettare mai compromessi. Essere giovani è uno stato d’animo proprio per questi sentimenti e io, nonostante il peso degli anni, mi sento come voi’’. Sfoglia i dodici mesi del calendario, Grasso. ''E’ veramente terrificante sotto il profilo delle morti e delle stragi – ammette - ma il valore di questa iniziativa sta nel ricordare l’impegno di queste persone che hanno dato la vita per un futuro migliore’’. Grasso ricorda gli anni della gioventù a Palermo quando ‘’respirava aria di mafia, di morte, di estorsioni’’, non dimentica un foglio bianco appeso all’albero di Falcone da un bambino di 7 anni che invece di ‘’pensare ai giochi conosce la paura della parola mafia’’ e che ben esprime lo ‘’stato d’animo di cittadini costretti a compromessi, ad abbassare la testa per vivere’’. ‘’Rispetto a tutto ciò - dice l'ex procuratore di Palermo - abbiamo fatto passi avanti’’. Ma avverte. ‘’Da tanti anni la mafia non fa più stragi ma seppur invisibile non è meno pericolosa perché la mafia non è solo violenza ma cerca il consenso, si propone come risolutrice di problemi, offre servizi. Non ci sono più notizie eclatanti. Riusciamo a far scrivere i giornali nazionali - continua il procuratore Antimafia - solo con la caccia del latitante Bernardo Provenzano o quando si tocca il rapporto tra mafia e politica. Un rapporto esistente, vitale perché, come diceva un collaboratore di giustizia, mafia e politica sono come i pesci e l’acqua, l’uno non può fare a meno dell’altro’’. Grasso ricorda il sacrificio di Falcone e Borsellino che hanno ‘’pagato con il sangue il sogno di un Paese migliore’’. Sono riusciti a creare catene umane del ’92 nelle città del Sud, il movimento delle lenzuola a Palermo. Ma le istituzioni non sono riuscite a costruire su quell’onda emotiva. ‘’Dopo
tanti anni oggi vedo che i giovani non hanno ancora risolto il problema del loro futuro – nota Grasso -. Su questo bisogna riflettere perché è vero che la mafia è un fenomeno criminale ma c’è un malessere sociale che spetta ad altri curare. Quando i cittadini si rendono conto che chi governa agisce per arricchirsi, per conservare i propri privilegi, quando vedono che non vengono perseguiti gli interessi di tutti sopravvengono la delusione, la sfiducia, l’indifferenza’’. Per questo, continua Grasso, ‘’non basta contrastare la mafia arrestando le persone ma bisogna rifondare una nuova comunità, dando dignità a valori come giustizia, libertà e democrazia. La scuola può avere molta importanza per costruire la società di domani. Perché se capisco la sorpresa di un magistrato finlandese che un giorno mi chiese ‘ma che la legalità si insegna?’ è anche vero che esistono contesti diversi’’. Testimonial d’eccezione del calendario della ‘Gerbera Gialla’, l’attore Alessandro Preziosi. ‘'In maniera cinica - dice il fu 'conte Ristori' della fiction 'Elisa di Rivombrosa' - penso che vedere un personaggio televisivo, un attore che loro amano mettersi al fianco di chi crede ci sia bisogno di una chiarezza d’intenti, possa permettere a questi miei coetanei, per valori e certezze, di avere un atteggiamento di maggior consapevolezza contro la mafia’’.
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