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22/11/2005 -Gela, minacce di morte al sindaco Crocetta.

 
 

 

GELA (CALTANISSETTA) - «Mi vogliono morto, ma vado avanti lo stesso. Ho intrapreso un percorso e non torno indietro. Il cammino di legalità e rigore è già avviato. Certe mentalità cambiano con il tempo. Queste minacce non mi scoraggiano, ma stimolano ad andare avanti, con il sostegno di buona parte dei cittadini gelesi». Lo ha detto il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, che ha ricevuto minacce di morte.

Lo hanno fatto con una lettera che adesso si trova in mano agli investigatori. Un foglio dattiloscritto all’interno di una busta, con una grossa croce sullo sfondo e minacce di morte al sindaco, al capo dei Gip di Caltanissetta Ottavio Sferlazza, al segretario della Camera del Lavoro Cgil, Emanuele Scicolone, e a altri personaggi politici impegnati nella lotta al crimine organizzato.

Tra i quali anche il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati. Nella missiva, che sarebbe stata spedita da Catania lo scorso 9 novembre, si parlerebbe anche di tritolo destinato al primo cittadino e al capo dei gip di Caltanissetta, che il mese scorso era sfuggito a un attentato, sventato appena in tempo. La lettera minatoria è stata consegnata alla polizia che l’ha già inviata al Centro di investigazioni scientifiche di Palermo per rilevare eventuali impronte. La polizia ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di minacce contro ignoti.

La lettera sarebbe stata recapitata a Giovanna Cassarà, l’assessore ai Lavori pubblici del Comune, che due settimane fa ha rassegnato le proprie dimissioni. La missiva minatoria si conclude con la promessa del ritorno di «mazze e bastoni» per punire chi è in prima linea nella lotta alla mafia. «Presto la faremo finita», avrebbe scritto l’anonimo interlocutore.

"C’è uno scontro fortissimo sui lavori pubblici in corso in città. La politica di rigore e trasparenza avviata in questi anni - dice Crocetta - dà evidentemente fastidio». Domani il primo cittadino terrà una conferenza stampa per analizzare la incandescente situazione dei lavori pubblici, ritenuto campo minato e terreno su cui legalità e criminalità si stanno scontrando ferocemente. La vicenda si verifica alla vigilia dell’arrivo del sottosegretario all’Interno e del presidente della commissione Antimafia, Centaro.

«Le lettere minatorie non fermeranno i sindaci che hanno a cuore la legalità. Men che meno Rosario Crocetta». Enzo Bianco esprime solidarietà al primo cittadino di Gela. «Un settore centrale e delicato come quello dei Lavori pubblici nelle pubbliche amministrazioni non può subire cali di attenzione di alcun tipo. Sono vicino al sindaco di Gela. La sua battaglia non sarà scalfita da alcuna volgare intenzione intimidatoria».

Anche Elisabetta Caponnetto e Salvatore Calleri, a nome della ’Fondazione Antonino Caponnetto' esprimono «la propria totale solidarietà al sindaco Saro Crocetta, al comune ed alla camera del lavoro di Gela e a Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, oggetto di minacce da parte della mafia da prendere in attenta considerazione per il contenuto ideologico delle stesse».