Nella Galleria Alberto Sordi a due passi da Palazzo Chigi e dal Parlamento, il coordinamento nazionale anti-mafia “Riferimenti”ha presentato l’iniziativa delle le cartoline indirizzate a Ciampi attraverso le quali, inviandole, ogni cittadino potrà sottoscrivere l' appello per Nicola Calipari al Capo dello Stato. Sono state stampate centomila cartoline che saranno distribuite in tutta Italia. Su di esse è stampata una foto dello 007 ucciso a Baghdad e una frase: «Non dimenticare è l' imperativo etico che ci si pone, perchè, quali cittadini italiani, siamo tutti parte lesa!».A presentare l' iniziativa di oggi sono state Adriana Musella, presidente di Riferimenti, e la vedova del giudice Antonino Caponnetto, Elisabetta Baldi. Adriana Musella si rivolge alle coscienze della gente.”Morti come queste“ dice “, non possono appartenere più al privato ma devono essere patrimonio comune .La nostra azione vuole essere di sostegno alle indagini in corso e a quei magistrati che, nonostante tutto, stanno andando avanti. Vogliamo che continuino nella ricerca della verità,certi di non essere soli ... Non esiste legalità senza giustizia. E noi per Nicola chiediamo, appunto, questa giustizia.A sottoscrivere l’ appello al Presidente Ciampi, che non vuol avere nessun colore politico, sono tutti gli amici di Nicola, ma insieme a loro migliaia e migliaia di cittadini da ogni parte del Paese. La scelta di Galleria Sordi non è casuale. La classe politica deve ricordare che la sovranità appartiene al popolo ». A distribuire le cartoline gli studenti di alcune scuole romane, tra cui il Liceo Righi e l' Istituto professionaleAmerigo Vespucci.Con la cartolina, i romani hanno ricevuto ognuno anche un fiore, una gerbera, che il Coordinamento nazionale anti-mafia ha adottato come simbolo della memoria e della rinascita della coscienza civile, a partire dal '92 in seguito alle stragi di capaci e di via D' Amelio. Gli artisti romani,per l’occasione hanno dipinto un grande telo rosso su cui spiccavano grandi orme bianche.Giuliana Sgrena, visibilmente emozionata, ha poi ricordato Nicola Calipari dicendo di non riuscire a superare ancora quei momenti che mai cancellerà dalla sua memoria. «Ricordo il momento dell' arrivo della bara di Nicola Calipari in Italia - ha detto la Sgrena - quando io ero in un letto d' ospedale. È stato celebrato come un grande uomo, proprio come io l' ho conosciuto anche se soltanto per venti minuti».La giornalista del 'Manifestò ha poi sottolineato i risultati dell' ultima perizia su cosa avvenne in quei tragici momenti in cui Calipari morì, dicendo di «voler andare fino in fondo alla verità.Dobbiamo continuare ad avere fiducia e a verificare però che le indagini vadano avanti. Il Presidente Ciampi, che fu la prima autorità a venirmi a trovare in ospedale, ha detto che bisogna capire cosa è successo». Accanto a Giuliana Sgrena anche l' on. Olga D' Antona, vedova di Massimo D' Antona, ucciso dalle Br, che insieme ad un gruppo di parlamentari, ha voluto anche lei ribadire «l' impegno e il sostegno a questa iniziativa». La vedova D' Antona si è impegnata a distribuire tra i colleghi parlamentari 600 cartoline affinchè possano essere inviate al capo dello Stato.Anche Simona Torretta, rapita in Iraq insieme a Simona Pari nel settembre del 2004, ha parlato ai giovanipresenti ribadendo nuovamente la «necessità di arrivare fino in fondo alla verità».A rivolgere un appello per far proseguire le indagini sulledinamiche della morte di Nicola Calipari, anche Marcello Tocco responsabile nazionale del settore legalità dedella Cgil; Fabio Alberto di 'Un ponte per...'; Salvatore Calleri, della Fondazione Caponnetto.