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23/03/2006 - Arrestati i responsabili dell'omicidio Fortugno


 
 

REGGIO CALABRIA - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i presunti mafiosi arrestati ieri per l'omicidio di Francesco Fortugno, il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria assassinato il 16 ottobre scorso a Locri. I primi indagati, ascoltati dai pm Creazzo e Colamonici, hanno taciuto; gli altri interrogatori sono programmati per domani.
Sul tavolo dei magistrati, le dichiarazioni del pentito Bruno Piccolo che non si è delimitato a descrivere minuziosamente i particolari dell'omicidio ma avrebbe fornito indicazioni anche sui mandanti dell'assassinio. Secondo fonti investigative, gli omissis contenuti nell'ordinanza di custodia cautelare riguarderebbero proprio le dichiarazioni del pentito su chi voleva morto il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria.
Le rivelazioni del collaboratore di giustizia, ex affiliato alla cosca dei Cordì, hanno portato ieri all'arresto dei presunti esecutori materiali dell'omicidio Fortugno. Quanto ai mandanti del delitto, le indicazioni fornite da Piccolo ai magistrati che conducono l'inchiesta, i sostituti procuratori distrettuali di Reggio Calabria Giuseppe Creazzo e Marco Colamonici, potrebbero costituire lo spunto per giungere eventualmente alla loro identificazione, dalla quale si potrà poi risalire al movente dell'omicidio.
Secondo gli inquirenti, l'assassinio non sarebbe stato frutto di un'iniziativa autonoma della cosca Cordì, che avrebbe invece ricevuto l'incarico di uccidere il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria da qualcuno che deve ancora essere identificato.
Nelle osservazioni dei magistrati della Procura antimafia di Reggio Calabria che il gip, Mariagrazia Arena, ha inserito come premessa introduttiva nell'ordinanza di custodia cautelare si afferma, tra l'altro, che "le indagini hanno consentito di acclarare ancora una volta la validità delle comuni, consolidate e ferree regole di mafia che imperano nelle zone teatro dei fatti, che vogliono che l' esecuzione di un così rilevante fatto di sangue venga 'naturalmente' affidata ad una delle cosche che dominano il territorio".
Il prossimo obiettivo dell'indagine sarà quello di accertare da chi e perchè la cosca Cordì abbia ricevuto l'ordine di organizzare ed eseguire l'omicidio. Le dichiarazioni di Piccolo saranno utilizzate nelle indagini suppletive per definire il quadro completo delle responsabilità, tra chi il 16 ottobre 2005 sparò a Francesco Fortugno e chi ordinò la sua morte.