L'ennesima intervista di Filippo Callipo alla stampa ci lascia alquanto disorientati.ed ancora di più la sfilza di soidarietà seguita alle sue parole da parte della classe politica. .Siamo davvero stanchi di ascoltare sempre lo stesso ritornello a discapito di una regione che con tutte le sue forze sta cercando di resistere e reaggire.
Che i calabresi abbiano l'attitudine a piangersi addosso ho avuto modo di constatarlo in più di un'occasione;che questa sia una concausa dell'immobilismo in cui versa la Calabria credo che non sia un'eresia affermarlo ,che questo modo di fare non giovi nè ai calabresi nè alla loro regione è verità incontestabile.
Certo parlare su Repubblica fa audiens ma ,mi domando,a questo punto,il bene della Calabria lo si vuole davvero?Non sono affatto d'accordo con quanto affermato.da Filippo Callipo.Io non credo che non sia cambiato niente.Se lui parla di mafia da cinque anni, chi scrive è in trincea da ben 25 ed essendo figlia proprio di un imprenditore ucciso dalla criminalità e non aveva nesun obbligo di rimanere a vivere in Calabria ma,anzi ,dovendo dar conto ai propri figli,come lei dice,avrebbe,forse, dovuto scappar via lontano.
Eppure,non ho mai perso la speranza,convinta che valeva la pena rimanere e combattere.E,oggi,quei diecimila ragazzi che il 4 maggio scorso sono scesi in piazza,proprio a Vibo Valentia,gli studenti di Locri all'indomani dell'omicidio Fortugno,confermano ciò in cui ho sempre creduto.A Callipo non è consentito calpestare la speranza,si deve rispetto a chi crede ,nonostante tutto ,che reagire è doveroso per poter cambiare.
In Calabria alcuni imprenditori camminano scortati per avere avuto il coraggio della denuncia,tanti hanno pagato,eppure non abbiamo mai ascoltato tanto disfattismo come .Se niente va bene ,se tutto è mafia ,se le Istituzioni sono conniventi ,se la Calabria è persa, possibile mai che le associazioni di categoria di cui Callipo è stato il presidente regionale siano oasi felici?Hanno le associazioni degli industriali calabresi mai assistito e affiancato con i fatti e non a parole gli imprenditori in difficoltà?Più d'uno tra questi, si è rivolto a noi e ci racconta ,invece, proprio il contrario.
Adriana Musella
Presidente Riferimenti- Coordinamento Nazionale Antimafia