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27/01/2006 - Maxi Operazione in Puglia



 
 

BARI - Un'ordinanza di custodia cautelare a carico di 182 persone ritenute affiliate al clan mafioso barese Strisciuglio - considerato dagli investigatori il piu' potente e temuto clan camorristico di Bari - viene notificata dai carabinieri del Reparto operativo di Bari in un'imponente operazione alla quale prendono parte circa 1.500 militari dell'Arma di stanza in Puglia e agenti della squadra mobile della questura del capoluogo pugliese. I poliziotti hanno arrestato 22 dei 182 indagati.

Agli arrestati vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, due omicidi, due tentativi di omicidio, estorsioni, contrabbando di sigarette e concorso esterno in associazione mafiosa.

Le ordinanze di custodia cautelare sono firmate dal gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis che ha accolto le richieste del pm inquirente della Dda di Bari, Desire' Digeronimo. Le persone indagate sono complessivamente 215.

Nel corso dell'indagine i carabinieri ritengono di aver accertato che il clan Strisciuglio impiegava nella commissione di numerosi delitti minorenni e donne e aveva la disponibilita' di ingenti quantitativi di armi da fuoco (anche da guerra) che utilizzava per compiere agguati e per controllare con tecnica militare il territorio.

Oltre ad aver ricostruito l'organigramma del clan mafioso e la storia di dieci anni di mafia barese, i militari dell'Arma ritengono di aver raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di presunti autori di alcuni fatti di sangue compiuti nel capoluogo pugliese. Uno di questi agguati | secondo le indagini - fu sventato dai carabinieri qualche tempo fa davanti al palazzo di giustizia di via Nazariantz, a Bari. In occasione del mercato rionale del lunedi' 'vedette' del clan Strisciuglio (che indossavano parrucche da donna) si confusero tra la gente che affollava il mercato per indicare ai sicari l'imminente arrivo della persona da assassinare.

Per l'occasione i killer nascosero nel vicino cimitero mitragliette e pistole con le quali dovevano compiere l'agguato. Fu l'immediato intervento dei militari ad impedire ai sicari di portare a termine l'agguato per due settimane di seguito.

Particolari sull'operazione saranno resi noti in mattinata in una conferenza stampa che si terra' nell'aula magna della Corte d'appello di Bari alla presenza, tra gli altri, del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso.