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Si chiama Donn'Amalia. L'indirizzo è via Calata Capodichino, Napoli. E' una pizzeria. L'invito è a frequentarla perchè si mangia una buona pizza e perchè è un segnale concreto di impegno per la legalità. Tenere in vita questa pizzeria significa non darsi per vinti, vuol dire che Napoli si può liberare dalle camorre, da quel clima di violenza, di barbarie che la sta soffocando. Cristoforo Ercole è il gestore di Donn'Amalia. Ha deciso di chiudere il locale e di trasferirsi al Nord. Dopo l'omicidio avvenuto dentro il locale di Giuseppe Riccio, la clientela si è squagliata. Per paura. Era il 18 dicembre quando un gruppo di criminali fece irruzione nella pizzeria per vendicarsi dell'affronto subìto la sera precedente quando il gestore del locale si rifiutò di servirli all'esterno. Con un colpo di pistola uccisero il povero Giuseppe, da poco assunto, padre di un bambino. E ieri sera saremo stati in quattromila, sotto la pioggia, a sflilare con le fiaccole accese per ricordare l'ennesima vittima incolpevole della Napoli violenta. Facce note, quelle che non dovevano mancare. Ma soprattutto c'era un pezzo della Napoli vera, quella popolare fatta di donne, di anziani, di uomini e giovani. Quella Napoli che vuole diventare una città normale. Anche la vedova di Giuseppe Riccio voleva emigrare. Adesso ha deciso di rimanere e ieri ha detto: "Noi ce la metteremo tutta, ma a Napoli si salvi chi può". E allora impegnamoci tutti affinchè Cristoforo Ercole cambi idea e resti con la sua bella pizzeria a Calata Capodichino. Non è solo, ormai sono in tanti che stanno testimoniando concretamente la voglia di legalità. Dopo le quattro associazioni antiracket, dopo Libera, daopo le associazioni dei familiari delle vittime della camorra, c'è una nuova associazione, si chiama "controcamorra". Ha già un suo sito internet, sulla falsariga di Addiopizzo di Palermo. Anche questi ragazzi dicono: "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità".Stanno già raccogliendo le firme dei cittadini che si impegnano personalmente e attivamente a sostenere i commercianti che si oppongono al pizzo, lanciando una campagna di consumo critico antiracket. Sono rientrato a Roma bagnato e contento.
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