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Carlo Alberto Dalla Chiesa

Il 3 settembre1982 il prefetto generale Carlo Alberto Dalla Chiesa viene assassinato con la moglie Emanuela Setti Carraro, in un agguato nel centro della città di Palermo; colpito a morte anche l'agente di scorta Domenico Russo.
Carlo Alberto Dalla Chiesa, era stato il secondo generale dei carabinieri a diventare prefetto.
Il suo nome è legato soprattutto alla lotta contro il terrorismo, dove si distinse per la sua efficienza operativa.
Dopo l'omicidio La Torre, fu chiamato a Palermo per combattere la mafia, ma, questa volta a "mani nude", senza poteri come confesserà lo stesso generale dopo poche settimane che era giunto sull'isola, lamentandosi di non poter coordinare gli uomini delle istituzioni dello Stato.

"Da quando sono qui nessuno mi telefona. Tutti scantonano. Mi hanno lasciato solo!"

 

IL DELITTO

Il delitto fece particolare sensazione per le modalità "militari" con cui fu eseguito.

   Secondo la definitiva ricostruzione giudiziaria, la A112 guidata dalla moglie, e sulla quale viaggiava il prefetto, fu affiancata, in via Carini, a Palermo, da una BMW con a bordo Antonino Madonia e Calogero Ganci (poi pentito), i quali fecero fuoco (parrebbe, in realtà, che a fare fuoco fu il solo Antonino Madonia) attraverso il parabrezza, con un fucile automatico AK-47.

   Nello stesso tempo l'auto con a bordo l'autista e agente di scorta del prefetto, Domenico Russo, veniva affiancata da una motocicletta guidata da Pino Greco detto "Scarpuzzedda", che lo freddò. L'A112 sbandò ed il Greco soggiunse a verificare l'esito della sparatoria.

   Oltre a questi, vi erano sul posto altri criminali "di riserva" che seguivano con un'altra auto e che sarebbero intervenuti nel caso di una reazione efficace del Russo, che però non ebbe modo di verificarsi.