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Sulla rimozione della targa e dell’intitolazione a Peppino Impastato

Sulla rimozione della targa e dell’intitolazione a Peppino Impastato

 

 

Negli stands delle vostre manifestazioni propagandiste versate tutta l’eroina, tutta la cocaina che assumete e vendete. Esponete i Kalashnikov, gli appalti truccati e i finanziamenti illeciti. Raccontate i complotti, i misfatti e gli intrallazzi, le logge, i servizi segreti e gli attentati. Siate come chi vi ha terrorizzato con la verità. Una volta tanto siate all’altezza.

 

 

“Come dalla finestra, là, della sacrestia

s’agita il raggio della lampada perpetua

e qua e là, sempre più debole, fa lume

e tutt’intorno le si affollano le tenebre!

Così fa notte entro di me”

 

Faust, 3650 – 3654

 

 

 

La partitocrazia ha ucciso l’onore dei popoli. Questa democrazia è un artificio. È ora di pensare a un superamento. Provo tenerezza per i ragazzi che seguono i sogni dei partiti, perché sono sogni soporiferi, sottratti agli esperimenti onirici di un demone incapace di eseguirli nel suo inferno.

I regimi capovolti, le dittature rimosse, le conquiste sociali e politiche, non sono storia di partiti, ma merito popolare. I partiti politici si impadroniscono della Storia popolare, facendone uso strumentale. Dietro i partiti si sono nascosti e si nascondono i peggiori criminali della Storia.

Lo “statismo” ipertrofico che condanna il progresso e persegue queste ambigue forme di sviluppo, è struttura rigenerata dalle attività di partito. Ai giovani come me dico per favore non consegnatevi ai vivai di queste anticamere del terrore. Siate anarchici nell’insieme, è l’unico modo per amarlo. Affrancatevi da queste luride catene di montaggio che vi vogliono asserviti e non indipendenti. Come può essere che ci sia fermento nell’ordine? Come può accadere che si sorregga ingegno e virtù, in una parola, l’arte, sopravvivendo dove l’emozione è sottoposta all’omologazione che vuole militanti imitanti e non creature libere di donare al mondo la propria libertà?

Tutto questo è orribile, ma è quanto accade e si consuma. La rimozione di una targa, di una dedica o di un’idea che porta con sé il sacrificio fisico è deriva di questa formazione.

I partiti andrebbero cancellati, nella stessa “ironia giuridica” che li definisce associazioni “non riconosciute”. Disconosciamoli nella realtà. Che Parlamento è questo? Che rappresentanza è questa? È iscrizione personale, è partita iva storicizzata, per fare di tutto un affare.

I partiti hanno sempre avvicendato fedeli e serpeggianti regnanti moderni per far sì che non fossero i popoli ad avvicendarsi, portando sulla schiena le proprie idee e non i segni delle frustate politiche di politici aguzzini.

Le faide di partito sono peggiori delle faide mafiose, perché si consumano all’ombra delle decisioni peggiori, che mischiano la carne alla carta, il sangue al pensiero.

Uscite dai partiti, strappate le tessere, abbandonate questi dirigenti subdoli. Non prestatevi alla loro infinita tristezza, che non è fascino di bellezza, ma divisa di dominio. Esistono strade più nobili per la realizzazione personale. I partiti offendono la memoria di Peppino Impastato, delle vittime di mafia e di tutte le più abominevoli lesioni dei diritti umani.

Una volta Oscar Wilde ha detto: Adoro i partiti politici: sono gli unici luoghi rimasti dove la gente non parla di politica.”

 

                                                                 e.g.

 

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