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Hanno minacciato di morte Nello Ruello, il fotografo che ha avuto il coraggio di denunciare le cosche di Vibo Valentia.
L’uomo che da solo ha puntato il dito contro chi aveva tentato di estorcergli il lavoro e la dignità, perché quando ti sottraggono pezzi della tua opera, ti portano via parti di vita, di tempo e fatiche impiegati per vestire di dignità gli affanni, per vivificare anche quello che si consumerà come materia inanimata: il lavoro.
Da decenni molti, quasi tutti, i lavoratori italiani sono oppressi dal racket e dalle estorsioni delle organizzazioni malavitose. Troppo spesso l’unica reazione è il silenzio. Nello Ruello è il fotografo che ha scattato un’istantanea che sapesse di reazione, presenza civile, allungo morale. Ha a suo tempo denunciato gli ndranghetisti che a Vibo Valentia volevano sottoporlo alla legge del pizzo.
Nel tempo Nello Ruello è diventato una delle bandiere di “Riferimenti”, testimone di quella giustizia che non si ottiene dai manuali o le cattedre accademiche, ma dalla vita, dal cuore che si spacca e sprigiona calore in tutte le direzioni.
Dopo un lungo periodo trascorso in un dimenticatoio, Nello Ruello è stato minacciato di morte. La mano mafiosa sembra non voler dimenticare il suo “affronto”. Lui ha rischiato e rischia la vita. Intanto questa nazione sembra rimpicciolire sempre di più di fronte a questi esempi che invece di essere seguiti per molti vanno evitati, porte di uno slalom irregolare, su piste dove è meglio procedere con prudenza. Corrervi spediti, lanciati verso un volto che sia di sé e non degli altri, è troppo pericoloso. Ma è umano, e questo agli uomini fa paura. Nello Ruello, come tutte le persone che hanno descritto volti e parole mafiose, con la paura parla ogni giorno, e il suo coraggio la traduce in parole meravigliose. “Riferimenti” sostiene la sua battaglia e non lo abbandonerà. Grazie Nello.
sebastiano di paolo
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